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Giorgia Meloni contro il Museo Egizio di Torino

Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, ha pubblicamente accusato il Museo Egizio di spalleggiare il Movimento 5 Stelle nella progressiva islamizzazione del capolouogo piemontese. Il dibattito che ne è scaturito ha permesso a Christian Greco, direttore del Museo, di chiarire la posizione del museo e replicare punto per punto alle accuse di Giorgia Meloni.

Giorgia Meloni accusa Christian Greco

L’attacco politico al Museo Egizio di Torino è stato accuratamente preparato da Fratelli d’Italia. Giorgia Meloni, leader del partito, era infatti presente a Torino per dare il via alla campagna elettorale: oltre a diverse iniziative che l’hanno vista comparire nei mercati e tra la gente comune, la Meloni ha deciso di dare battaglia all’Egizio presentando i propri candidati e facendo un piccolo comizio proprio sulla via dell’Accademia delle Scienze, di fronte al Museo.
A scatenare lo sdegno di Fratelli d’Italia era stato l’annuncio dell’offerta che il Museo rivolge ai visitatori di lingua araba: dal 6 Dicembre 2017 al 31 Marzo 2018 due visitatori di lingua araba muniti di regolare documento di identità potranno entrare in due al prezzo di un solo biglietto. L’offerta, intitolata “Fortunato chi parla arabo” è alla sua seconda edizione e si rivolge a quelli che il Museo chiama “i nuovi italiani”. L’obiettivo dell’iniziativa, come spiegato sul sito ufficiale del Museo, è “avvicinare la ricchezza del museo a coloro che in esso possano trovare radici, identità e orgoglio, consentendo ai cittadini di lingua araba di essere sempre più integrati nella comunità con cui hanno scelto di vivere e condividere il futuro”.
Le dichiarazioni di Giorgia Meloni durante la piccola manifestazione di fronte all’Egizio hanno messo all’indice la progressiva islamizzazione e sostituzione razziale che secondo il leader di Fratelli d’Italia verrebbe messa in atto dalle organizzazioni islamiche e filo islamiche in Italia così come in Europa. Secondo quest’ottica, l’iniziativa di Christian Greco, attuale direttore del Museo Egizio, si porrebbe come discriminatoria nei confronti degli italiani, ridotti ad essere “ospiti in casa propria”.

Il direttore del Museo Egizio: “Nessuno strumentalizzi la cultura”

Il clamore suscitato dalla piccola conferenza stampa messa in piedi da Giorgia Meloni e dai sostenitori di Fratelli d’Italia ha immediatamente attirato l’attenzione del direttore del Museo, il quale ha voluto scendere in strada ed esporre davanti alle telecamere le proprie ragioni.
“State strumentalizzando il Museo a fini politici” ha risposto in maniera garbata ma ferma Christian Greco alle ripetute accuse della leader di Fratelli d’Italia. Ironicamente il direttore ha chiesto ai presenti se avrebbero polemizzato anche ogni giovedì, giorno in cui è previsto uno sconto per gli studenti.

In merito alla questione religiosa, Greco ha puntualizzato che l’iniziativa non è discriminatoria nei confronti dei cristiani per il fatto che lo sconto non è previsto per i visitatori di religione musulmana, ma per tutti coloro che parlano la lingua araba, quale che sia la loro confessione religiosa.

L’entourage di Giorgia Meloni ha poi voluto poi mettere in rilievo i costi della campagna di comunicazione del Museo, sostenuti grazie a finanziamenti pubblici di cui avrebbero beneficiato cittadini non italiani. Ancora una volta le informazioni nelle mani dei contestatori si rivelavano inesatte: il Museo Egizio non percepisce finanziamenti pubblici e si sostiene grazie all’autofinanziamento, quindi può amministrare i propri introiti nella maniera che ritiene più opportuna.

Per chiudere la questione con un gesto di pace, Christian Greco ha offerto a Giorgia Meloni ben due pubblicazioni sulla storia del Museo e un ingresso gratuito, non perdendo l’occasione di far notare che l’Egizio di Torino è l’unico Museo al quale Il Cairo non abbia chiesto la restituzione dei reperti, e che per questo l’Egizio si pone in una posizione privilegiata rispetto a molte altre realtà museali sulle tematiche dell’integrazione culturale e delle relazioni internazionali.

Andrea Crippa e la telefonata al Museo Egizio

Quello a cui il direttore ha potuto rispondere in prima persona non è l’unico attacco a cui ha dovuto far fronte il Museo Egizio da quando è cominciata la promozione “Fortunato chi parla arabo”.

Andrea Crippa è l’assistente di Matteo Salvini, leader della Lega Nord. Il 17 Gennaio scorso l’uomo aveva pubblicato sulla propria pagina Facebook il video di una telefonata in vivavoce con la quale si metteva in comunicazione diretta con gli uffici dell’Egizio. Crippa spiegava di essere intenzionato a protestare per le agevolazioni concesse agli arabi e non ai cittadini italiani e invitava altri cittadini a seguire il suo esempio.

Durante il video si sente chiaramente che la voce intenta a rispondere alle domande di Crippa sia una voce maschile. Questo dettaglio ha scatenato la reazione del Museo, che con un avviso pubblico ha affermato che procederà per vie legali contro chi ha registrato il video. Il Museo infatti attualmente non ha centralinisti maschi alle proprie dipendenze, ma soltanto centraliniste: la telefonata è dunque fittizia.

A seguito della pubblicazione e della condivisione del video, moltissimi simpatizzanti della Lega Nord hanno preso di mira il centralino del Museo Egizio, protestando vivamente contro l’iniziativa e chiedendone la sospensione. Da ciò è scaturita la decisione del Museo di procedere per vie legali chiedendo risarcimenti per i gravi danni di immagine che sono scaturiti dalla vicenda.

L’ultima sfida di Giorgia Meloni

La leader di Fratelli d’Italia non ha minimamente apprezzato il gesto diplomatico di Greco e a distanza di giorni la questione non sembra essere ancora chiusa: il responsabile della comunicazione del partito, Federico Mollicone, ha dichiarato che in caso di vittoria elettorale Fratelli d’Italia ordinerà a Greco di lasciare il proprio incarico.
Matteo Salvini si è unito al coro, chiedendo le dimissioni immediate del direttore, senza nemmeno attendere i risultati elettorali.

A seguito di queste ultime dichiarazioni appare evidente che il partito di Giorgia Meloni e i suoi alleati non abbiano chiaro il funzionamento del sistema museale italiano, così come non hanno ben chiara la differenza tra musei statali e musei autonomi. Il Museo Egizio di Torino è gestito da una fondazione, l’unica con il potere di eleggere un direttore. La carica viene assegnata dopo l’emissione di un bando di concorso e il nuovo direttore viene scelto tra coloro che abbiano presentato la propria candidatura.

Christian Greco è direttore del Museo dal 2014. E’ uno dei più stimati egittologi del mondo e ha assunto il proprio incarico dopo 17 anni trascorsi in Olanda. Fin dal momento dell’assunzione della carica le sue priorità sono state l’internazionalizzazione del museo e la ricerca. La sua direzione sta portando enormi risultati: visitatori in costante aumento, percentuale media di autofinanziamento superiore al 91% annuo. Come se non bastasse, sotto la direzione di Christian Greco il Museo accoglie senza tetto, dialoga con carceri e ospedali, fa opera costante di coinvolgimento e inclusione del pubblico.