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Genova: la Superba sospesa tra mare e colline

Genova per noi…scriveva il grande Paolo Conte. Ed in effetti spesso mi domando come quelli che qui vengono chiamati “i furesti” vedano la mia bellissima città. Perchè Genova è un po’ come i suoi abitanti, gioca a nascondersi e non ama mai troppo mettere in bella mostra i suoi tanti pregi e le sue tante bellezze. Basta prendere Boccadasse, vera perla di bellezza nascosta in fondo (o per chi preferisce all’inizio) di Corso Italia, il viale a mare di Genova. Boccadasse si nasconde e i suoi abitanti tutto sommato non amano troppo la visita dei turisti o addirittura dei concittadini. Non c’è un cartello che indichi la strada, nemmeno in prossimità. Boccadasse te la devi trovare…un po’ come tutto a Genova. E quando la trovi ti devasta sempre per la sua bellezza e unicità.

Genova

Genova è varia. Genova può soddisfare qualsiasi palato (e vi assicuro che lo farà anche da un punto di vista culinario). Basta stare nel levante cittadino per godere di belle spiagge, bei parchi, soprattutto quello di Nervi col suo roseto e la passeggiata sottostante, o visitare il grande centro storico (alcuni libri lo indicano come il più vasto di tutta Europa) o ancora visitare i suoi musei tra Piazza De Ferrari e Via Garibaldi per godere sempre di qualcosa di diverso e nuovo.



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Ma Genova oltre a nascondersi spesso non ama nemmeno farsi troppo bella, avvinghiata a quel provincialismo che l’ha sempre penalizzata. La gente, anche i genovesi importanti, spesso sono costretti ad abbandonarla per cercare fortune altrove. Probabilmente il più storico degli esempi è proprio Cristoforo Colombo che in molti paesi dell’America Latina ancora oggi viene ritenuto spagnolo. Ma anche cantanti, musicisti, attori, poeti, architetti, manager e chi più ne ha più ne metta hanno spesso dovuto abbandonarla. Alla fine anche il padre della musica Genovese Fabrizio De Andrè decise di abbandonare Genova per rifugiarsi in Sardegna. Seppur lontano regalò però a Genova la canzone che forse oggi i genovesi sentono più vicina a loro: Creuza de Ma.

Genova è strana. Vi capiterà di girare e perdervi nei suoi vicoli ed improvvisamente ritrovarvi in bellissime piazze e piazzette. Camminerete per il centro storico e non capirete più se siete a Genova o in qualche Kasbah araba coi suoi Souq. E anche qui vi basterà dirigervi un po’ a sud, verso lo sbocco a mare per trovare tutta la zona del Porto Antico, area oggetto di profonda ristrutturazione a seguito delle Celebrazioni Colombiane del 1992, riveduta e corretta dall’Arch. Renzo Piano, e vi immergerete in una altro mondo con una inclinazione decisamente più turistica. Qui troverete una delle aree più visitate d’Italia (stranezza per Genova), l’Acquario di Genova fiore all’occhiello della città. Troverete gli ex Magazzini del Cotone, oggi sede di centri ludici come ristoranti, cinema e attività commerciali oltrechè di un bel centro congressuale. Potrete ammirare il centro storico dall’alto salendo sul Bigo, l’ascensore panoramico e godere di tramonti emozionanti all’isola delle chiatte, proprio alla fine del molo che ospita l’Acquario.

Genova è bella. Genova è a mio avviso, che sono fortemente di parte, inequivocabilmente bella. Certo dovrete un po’ superare i vari muri che noi genovesi mettiamo, dovrete un po’ scoprirla perchè come scritto prima Genova non ama mostrarsi, e dovrete un po’ battervene il belino (frase che può sembrare volgare ma che a Genova è quasi poetica) come facciamo noi genovesi, senza dare troppo peso ai nostri continui mugugni. E troverete una città che vi stupirà, e vi sorprenderete nel vedere, nel sentire che alla fine anche quel popolo burbero alla fine ama aprirsi e dare tutto se stesso. Troverete un popolo fiero delle proprie tradizioni e amante della propria città. Faccio sempre fatica a credere che ci sia un popolo che ami di più la propria città di quanto i genovesi non amino Genova.

Genova per noi…..

Articolo scritto da Marco Podestà, autore del travel blog Voglio Andar Via

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